The Cool Couple: Karma Fails – Meditation Is Visualization

La pratica della meditazione, sempre più inflazionata e utilizzata da trendy people o manager stressati, si unisce stavolta all’arte contemporanea. Karma Fails consiste in un ciclo di performance in cui il pubblico partecipa a delle meditazioni di circa 20 minuti, organizzate da uno studio fittizio denominato Meditation is Visualization.
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Anteprima, Replay @ Expescheria

REPLAY ‹rìiplei› s. ingl. [dal v. (to) replay «giocare, o rappresentare, di nuovo», 
comp. di re- e (to) play «giocare»] o meglio ancora: “RIPETERE”.

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Sonia Andreani, « Evolution street », 2016
Fotografia digitale, stampa su tela, cm 100×70

L’ex pescheria di Giarre (tra Catania e Taormina), suggestiva riconversione industriale, ospiterà a breve (25/11) la mostra « Replay » di Benedetta Spagnuolo, in collaborazione con « Identità Contemporanee ». In quest’architettura a vetrate ripetute, vi sarà un esposizione collettiva, organizzata e raccolta sul tema del replay appunto, inteso come il ripetersi patologico.

Ciò che rimane privo di spiegazione è sufficiente a legittimare l’ipotesi di una coazione a ripetere, che ci pare più originaria, più elementare, più pulsionale di quel principio di piacere di cui non tiene alcun conto.

~ Sigmud Freud, « Al di là del principio di piacere », 1920

Il ripetersi conformista di un quotidiano generico e collettivo, funge da stimolo per nuove rappresentazioni.
Partendo dalla psicoanalisi e mettendo l’accento sul lato concettuale della sua curatela, Benedetta Spagnuolo propone l’arte come uscita d’emergenza alla ripetitività esistenziale.
Le opere esposte e le performances in programma, dialogano tra loro su questo leitmotiv, fornendo di volta in volta delle nuove interpretazioni introspettive, analizzando il rapporto fragile e precario tra l’io, e la realtà quotidiana in divenire. L’arte diviene allora possibilità di rendenzione ultima.

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Guendalina Urbani, « Immobile Atto Di Attesa », 2015
Installazione, Tagliola 20 x 25 cm + uovo in legno

La presa ferma, apparentemente brutale, fa parte dell’immagine della salvezza.

~ Walter Benjamin, « Parco Centrale », in « Angelus Novus », Einaudi, Torino, 1995, p.139

Sull’Arte e sulla sofferenza

(…) Non ho mai sopportato quella categoria di scrittori che si proclamano martiri del proprio lavoro. Perchè martiri ? Nel peggiore dei casi, se davvero soffrono quando creano, dovrebbero essere soddisfatti come i santi, poiché il patimento dovrebbe essere la resa dei conti, la corroborazione.
– Quando sento uno scrittore dire che quando scrive soffre tremendamente, sento la tentazione di mandarlo affanculo. – disse Andrés.

~ Julio Cortázar, « L’esame », 1950
pubblicato postumamente, nell’87



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Gina Pane, « Azione Sentimentale », 1973

Ai Weiwei, porcellana e politica a Parigi

Sabato scorso, sono stata alla galleria Max Hetzler per il vernissage della prima personale parigina  di Ai Weiwei, di cui vi racconto le opere più significative.

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Ai Weiwei, « Bicycle basket with flowers », 2014
porcellana, 28 x 37 x 34 cm
edizione 13/15

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Rythm 0 : il pericolo del niente

Rythm 0 (1974) è stata una performance tenutasi alla Galleria Studio Morra di Napoli, nella quale Marina Abramović si lasciò manipolare dal pubblico in svariati modi, utilizzando degli oggeti  (fiori, cibo, armi…) posati su un tavolo messo a disposizione dei commensali.
L’artista definisce questa performance come una delle sue esperienze più estreme.

Marina Abramović durante la perfomance

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