storytelling, filmmaking e femminismo in Sud Africa

Jabu Nadia Newman trova la sua voce critica come scrittrice, filmmaker e fotografa durante le proteste studentesche del 2015/16 a Cape Town. Prendendo ispirazione dalle donne incontrate durante le manifestazioni, decide di definire e rappresentare il femminismo intersezionale nel panorama post-apartheid sudafricano; con una web serie semi-autobiografica, The Foxy Five. Continua a leggere “storytelling, filmmaking e femminismo in Sud Africa”

la vecchiaia al cinema

Molti soggetti e rappresentazioni sociali, sono tabù nella società contemporanea dell’immagine. Il cinema, sfolgorante medium speculare, non fa eccezione nell’approccio di determinate tematiche che ancora “disturberebbero”, lo spettatore medio. Alla deriva del fallimentare neoliberalismo, dedicare un film alla vecchiaia, può essere una scelta coraggiosa. Invece di occultare la naturale maturità esistenziale, alcuni registi ne mettono in luce le forti implicazioni sociologiche e filosofiche.

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Aquarius – Kleber Mendoça Filho

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ten meter tower @ Sundance Film Festival

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In questo documentario, brevemente intitolato Ten Meter Tower,  realizzato da Maximilian Van Aertryck e Axel Danielson, si catturano  le reazioni di 67 esitanti volontari che si preparano a saltare da un trampolino alto 10 metri, per la primissima volta. Pagati $30 per scalare il trampolino, decideranno di saltare ? saranno troppo spaventati ? Il risultato è sorprendentemente rivelatore di come le persone giungono velocemente a confrontarsi con le proprie paure, dovendo prendere una decisione Continua a leggere “ten meter tower @ Sundance Film Festival”

«Polizia der Kansas City… orait orait… awanagana… »

Il cinema italiano degli anni 50 ha elaborato trame comiche e personaggi della commedia quotidiana della vita, che hanno ben presto conquistato il grosso pubblico per la capacità che avevano di presentare l’epopea della realtà minuta e le sindromi caratteristiche della società e della cultura nazionale del dopoguerra. è una concezione del comico in cui la vita quotidiana risulta modulata secondo tonalità epico-tragiche con forti connotazioni parodiche: una sorta di pastiche eroicomico in cui tematiche e stilemi commedici sconfinano nella farsa e nella tragedia.
L’attore-fenomeno degli anni 50 italiani è Alberto Sordi. Egli nel 54 fu protagonista assoluto di tre pellicole ed ebbe parti di rilievo in altre dieci. Il film più celebre di quell’anno è « Un americano a Roma », passato alla storia con scene scolpite ormai nella memoria nazionale. Oltre l’aspetto comico, il film è una penetrante satira di costume dell’Italia del dopoguerra, evidenziando brillantemente il mito esterofilo dell’America, terra agognata e sospirata. Ma cosa rappresenta Sordi con il personaggio di Nando Mericoni ?

Non si diventa l’idolo d’una folla se non s’interpreta una folla

~  A. Sordi, cit. in “L’unità” , «Sordi 70, un italiano medio idolo della folla.», 1990.

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