stars – my heart of glass

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Dio o dèa del sonno di gatto,
assaporante deità che nella buia
bocca schiaccia maturi acini d’occhi,
succo d’uva di sguardi addolciti,
luce eterna nella cripta del palato.
Non ninnananna, – Gong! Gong!
Ciò che gli altri dèi evoca, abbandona
questo dio rotto ad ogni malizia
al suo potere che in se stesso crolla.

~ Rainer Maria Rilke, Idol, Poesie sparse

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Fotografie di Margrieta Jeltema ©

Anteprima, Replay @ Expescheria

REPLAY ‹rìiplei› s. ingl. [dal v. (to) replay «giocare, o rappresentare, di nuovo», 
comp. di re- e (to) play «giocare»] o meglio ancora: “RIPETERE”.

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Sonia Andreani, « Evolution street », 2016
Fotografia digitale, stampa su tela, cm 100×70

L’ex pescheria di Giarre (tra Catania e Taormina), suggestiva riconversione industriale, ospiterà a breve (25/11) la mostra « Replay » di Benedetta Spagnuolo, in collaborazione con « Identità Contemporanee ». In quest’architettura a vetrate ripetute, vi sarà un esposizione collettiva, organizzata e raccolta sul tema del replay appunto, inteso come il ripetersi patologico.

Ciò che rimane privo di spiegazione è sufficiente a legittimare l’ipotesi di una coazione a ripetere, che ci pare più originaria, più elementare, più pulsionale di quel principio di piacere di cui non tiene alcun conto.

~ Sigmud Freud, « Al di là del principio di piacere », 1920

Il ripetersi conformista di un quotidiano generico e collettivo, funge da stimolo per nuove rappresentazioni.
Partendo dalla psicoanalisi e mettendo l’accento sul lato concettuale della sua curatela, Benedetta Spagnuolo propone l’arte come uscita d’emergenza alla ripetitività esistenziale.
Le opere esposte e le performances in programma, dialogano tra loro su questo leitmotiv, fornendo di volta in volta delle nuove interpretazioni introspettive, analizzando il rapporto fragile e precario tra l’io, e la realtà quotidiana in divenire. L’arte diviene allora possibilità di rendenzione ultima.

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Guendalina Urbani, « Immobile Atto Di Attesa », 2015
Installazione, Tagliola 20 x 25 cm + uovo in legno

La presa ferma, apparentemente brutale, fa parte dell’immagine della salvezza.

~ Walter Benjamin, « Parco Centrale », in « Angelus Novus », Einaudi, Torino, 1995, p.139