Ai Weiwei, porcellana e politica a Parigi

Sabato scorso, sono stata alla galleria Max Hetzler per il vernissage della prima personale parigina  di Ai Weiwei, di cui vi racconto le opere più significative.

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Ai Weiwei, « Bicycle basket with flowers », 2014
porcellana, 28 x 37 x 34 cm
edizione 13/15

Privilegiando i materiali e le tecniche tradizionali della cultura cinese, l’artista dà forma a una protesta pacifica contro l’opprimente censura cinese; le cui limitazioni si ripercuotono sulla vita di Ai Weiwei dal 2011, anno della sua incarcerazione. La polemica è tantopiù attuale, considerando la recente esclusione dalla biennale di Yinchuan per motivi politici. In questo momento storico e politico allora, le opere presentate immortalano nella porcellana e nel marmo la resistenza dell’artista; la cui produzione è ormai indissociabile dalle coraggiose azioni a favore della giustizia e dei diritti umani.

Il cestino dai fiori in marmo eterni, è chiaramente la monumentalizzazione della performance « With flowers » (2013), nella quale Ai weiwei si è impegnato per 600 giorni, a deporre ogni giorno fiori nuovi nel cestino di una bici parcehggiata fuori al suo studio di Pechino. A seguito della confisca del passaporto, ogni mattina Ai Weiwei usava i fiori per dichiarare la sua persistenza, per la libertà d’espressione.
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Lo stesso tema, viene ripreso dalla telecamera di sorveglianza in marmo, materiale associato non solo al potere, ma anche ai monumenti funebri. Il blocco utilizzato per questa scultura, proviene da una cava sfruttata dalla Cina Imperiale per la realizzazione dela Città Proibita, e poi per la tomba di Mao. In breve, il funerale della libertà.  Il modello, è la ricostituzione della quindicina di telecamere installate dalle autorità, e puntate in permanenza sullo studio pechinese.

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Ai Weiwei, « Surveillance camera and plinth », 2015
marmo, 52 x 52 x 120 cm
edizione 16/17

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« Surveillance camera and plinth » Dettaglio

In quanto comunisti otteniamo il controllo con il potere delle armi, e lo manteniamo con quello della penna.

~ Mao Zedong, citato da Ai Weiwei in « Every Day We Put the State on Trial», 2013

La bieca censura estende le sue ombre anche nel villaggio globale,  attraverso labili foreste mediatiche. Lo scopo dell’artista demiurgo è allora il perseguimento della verità.

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