Storie di vita, esperienza, condivisione – nuovo ordine

Nuovo ordine
@ Contemporary Art Circle

Maryam Aeenmehr e Saba  Najafi, hanno creato un installazione in situ, ad hoc per l’edizione 2017 di studi festival.  Nel Contemporary Art Circle, studio di Saba Najafi, le due artiste hanno passato due notti, condividendo esperienze ed idee, ma soprattutto trasponendo il loro vissuto nell’installazione-casa.
Si tratta di un fortissimo lavoro emotivo, che traspare chiaramente al visitatore che inizia il percorso.
Dall’ingresso, si possono notare libri dell’infanzia, ricordi che si aggiungono poi mano mano che ci si addentra in stretti corridoi di oggetti personali, e opere. Lentamente ci si fa spazio ripercorrendo l’esperienza di abbandono, di emigrazione comune alle artiste.  Ogni valigia, libro, foglio.. è pieno di un significato intimo. Inevitabilmente, l’attenzione viene canalizzata sulla narrazione di una fuga. Gli unici testimoni sono i beni che scegliamo correndo, quelli a cui siamo più attaccati o quelli che abbiamo raccolto per necessità primordiale. Questi oggetti assieme a opere di vario materiale, interpellano direttamente la sensibilità umana, ci si identifica riferendosi a esperienze che vengono universalizzate in narrazioni senza tempo.

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Botanica e creatività – il palmario

Il Palmario
@Landskap
Landskap, uno spazio di coworking con attrezzature per serigrafia e calcografia, presenta il progetto “il palmario”.  Ventinove giovani artisti prendono parte alla documentazione illustrata, rappresentando una natura creativa e dirompente; motivo che raggruppa i partecipanti, coinvolti da un comune interesse per la grafica. Concretamente, il lavoro consiste in un edizione limitata stampata in digitale.
Dal progetto, emerge un idea di oasi in senso lato, da ricreare ovunque, anche a Niguarda, nelle periferie milanesi. Una natura che si estende quindi a multipli contesti e possibilità creative.
Qui la pianta-simbolo, la palma, trova un eco nel cortile dalle palme raccolte, nell’atmosfera da piccola festa tropicale …


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natura immanente e spazio urbano

Working on #4 – urbanspace garden
@ casa studio Daniele Marzorati

5 artisti in mostra (Vincenzo Castella, Daniele Marzorati, Giulia Pellegrini, Lorenzo Morri, Marco Trinca Colonel) per il  quarto episodio del progetto urbanspace garden, nella cornice informale di studi festival.
Lavori autonomi, mettono in relazione l’urbano con il giardino, esplorando un territorio comune per indagare l’evoluzione spaziale.
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Tipografia, Editoria e arte eco-sostenibile

Warm Grey
@ Sangallo 14

Lilia Di Bella apre le porte di casa per ospitare Giorgio Bartocci, Toni Brugnoli, Marco Ceroni, The Cool Couple, Stefano Serretta, Federico Tosi e Libri Finti Clandestini; in gran parte provenienti da un background di urban/street art.
In quest’atmosfera raccolta e casalinga, il centro tematico attorno a cui si sviluppa la maggior parte dei lavori, è un comune interesse per l’editoria, la tipografia, la grafica. L’impostazione editoriale da dunque l’imprinting principale all’esposizione.

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L’immigrazione alla deriva post-apocalittica dell’umanità

Prisencolinensinainciusol

Il cortile condominiale di via Gluck 14, indirizzo simbolo della musica italiana in quanto decantata dimora natale di Adriano Celentano, in occasione di studi festival diventa spazio d’arte e d’incontro.
Prisencolinensinainciusol, titolo apparentemente incomprensibile, è proprio il titolo di una canzone di Celentano, che gli artisti scelgono di associare al loro lavoro sull’immigrazione italiana negli USA.
Nello spazio interno, fulcro dell’allestimento, la video-proiezione di Demetrio Giacomelli  e l’installazione di Giuseppe Maria Paolillo, dialogano tematicamente  in un confronto multisensoriale.

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manga, porno panda e videoart – un esposizione interattiva.

to be or not to be a genius ?  
Li Jiang, Keshan Hou, Haotian Wang, Shenjie Jiang e Qiaoyu Shi lavorano insieme,  in una stanza in cui tra sedute gonfiabili e videogiochi,  si articola un esposizione interattiva.

L’esposizione si costruisce tra proiezioni e suoni, che concorrono a creare una stereofonia avvolgente. Come in una sala giochi (letteralmente ! si gioca con una vecchia consolle giapponese),  lo spettatore si rapporta alle opere partecipativamente.  L’insieme dei lavori condivide un estetica anni 80 rivisitata in chiave  vaporwave, che sfrutta cult dell’immaginario mainstream manga come sailormoon, abbinati a simboli dell’era  informatica.

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storytelling, filmmaking e femminismo in Sud Africa

Jabu Nadia Newman trova la sua voce critica come scrittrice, filmmaker e fotografa durante le proteste studentesche del 2015/16 a Cape Town. Prendendo ispirazione dalle donne incontrate durante le manifestazioni, decide di definire e rappresentare il femminismo intersezionale nel panorama post-apartheid sudafricano; con una web serie semi-autobiografica, The Foxy Five.Altro